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Cos’è Clubhouse? Il nuovo social network con chat audio

Fondato a marzo 2020 dall’imprenditore Paul Davison e dall’ex ingegnere Google Rohan Seth, questo nuovo social è basato esclusivamente su chat audio. La sua principale peculiarità è, appunto, l’impiego unico della voce per comunicare con gli altri utenti. Niente testi, niente foto, niente video. È proprio questo che rende Clubhouse differente.

 

Valutato circa 100 milioni di dollari e ha ricevuto circa 12 milioni di dollari di finanziamento da Andreessen Horowitz, negli USA è considerata la piattaforma del momento. Una delle ragioni della sua grande popolarità è la forte presenza di celebrità tra gli iscritti. Si potrebbe pensare che molti vip sono iscritti anche sulle altre piattaforme digitali, ma qui la differenza è che saltando da una chat all’altra, potresti imbatterti nelle conversazioni di personaggi come Oprah Winfrey, il cantante Drake, i comici Kevin Hart e Chris Rock e l’attore Ashton Kutcher.

 

Paragonato a un podcast interattivo dal vivo, il cui scopo principale, è quello di incoraggiare delle vere e proprie conversazioni fra gli utenti, in tempo reale, attraverso lo scambio vocale all’interno delle cosiddette Room, stanze virtuali, in cui avvengono discussioni che possono vertere su ogni argomento. In aggiunta, si possono creare delle Room tematiche per discutere di argomenti professionali e promuoversi, fondando così delle vere e proprie community per proporre servizi.

 

L’obiettivo di Clubhouse è semplice: favorire le conversazioni fra utenti attraverso l’interazione vocale in tempo reale. Gli argomenti possono spaziare dal cinema alla musica, dalla politica alla tecnologia.

 

Non è, dunque, presente una fotocamera, gli iscritti non si possono vedere tra di loro. Questo permette che non ci si debba preoccupare del contatto visivo, di cosa si indossa o di dove ci si trovi.

 

Clubhouse, distinguendosi per l’impiego della voce per comunicare con gli altri utenti, rappresenta un fattore vincente ai tempi della pandemia. Questo presupposto attribuisce parecchio fascino alla piattaforma emergente.

 

Altro motivo, che contribuisce a creare attrattiva, è che attualmente questa app è disponibile solo sul sistema operativo iOS, ma non basta scaricarla, bisogna ricevere un invito da parte di qualche amico già iscritto; per questo è necessario inserire il numero di telefono, i propri dati e abilitare l’accesso alla lista dei contatti, essenziale per capire chi, fra gli amici, è già iscritto, cosicché possa ricevere la notifica della vostra richiesta. Comunque nel frattempo, per chi volesse iscriversi, è possibile prenotare il nickname e mettersi in lista d’attesa.

 

Per quanto riguarda coloro i quali non possiedono un dispositivo Apple, leggiamo sul sito dell’app: ”Stiamo costruendo Clubhouse per tutti e stiamo lavorando per renderla disponibile al mondo il più rapidamente possibile”.

 

La clausola di poter accedere all’app solo su invito e che non sia disponibile su Android, è tutta una strategia che ha creato molto hype intorno ad essa, soprattutto nella fase di lancio, tant’è che nelle ultime settimane ha raccolto 100 milioni di dollari di investimenti e più di 180 nuovi investitori.

 

Sempre in termini di unicità, gli utenti ricevono un numero limitato di inviti da condividere, alimentando così l’hype riguardante l’esclusività dell’app. 

 

La presenza della voce è senza dubbio il valore aggiunto che consente di avere una rappresentazione più reale e genuina degli iscritti. In questo senso, Clubhouse ha tutte le potenzialità per diventare un’evoluzione partecipativa dei podcast. Tutta l’interazione è basata sulla voce e nulla viene registrato. Non più, quindi, un monologo preregistrato fatto da un autore che parla a molti, ma un format più libero e catalizzato dagli interessi comuni.

 

Per quanto riguarda invece la protezione della privacy degli utenti, le conversazioni non possono essere condivise, registrate o scaricate. Chi accede a una stanza pubblica è inizialmente in muto, può solo ascoltare. Per sbloccare il microfono si deve cliccare sull’opzione per intervenire alzando la mano, sarà il moderatore a concedergli la parola.

 

Clubhouse si presenta come una sorta di via di mezzo tra un servizio di messaggistica e una piattaforma per le videoconferenze unicamente basata sull’audio. Permette alle persone, ovunque si trovino, di chiacchierare, raccontare storie, sviluppare idee, approfondire amicizie e incontrare nuove persone interessanti in tutto il mondo.

 

Sul blog ufficiale di Clubhouse leggiamo: “Il nostro obiettivo era quello di costruire un’esperienza sociale che sembrasse più umana, dove invece di postare, ci si potesse riunire con altre persone e parlare. La nostra stella polare era di creare qualcosa in cui si potesse chiudere l’app alla fine della sessione sentendosi meglio di quando l’abbiamo aperta, perché abbiamo approfondito le amicizie, incontrato nuove persone e imparato”.

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